Emozioni con “Nu trenu chijnu ‘e ricuordi. ‘A littorina Vuci… Suoni… e sapuri ‘e ‘na vota”

Chiaravalle, Martedì 08 Agosto 2017 - 20:48 di Redazione

È stato un susseguirsi  di infinte emozioni, lo spettacolo  “Nu  trenu chijnu  ‘e ricuordi. ‘A littorina Vuci… Suoni… e sapuri ‘e ‘na vota”, del Gruppo folcloristico musico teatrale “Città di Chiaravalle”, che ha divertito e commosso. In apertura di serata, il primo ricordo,  a Ciccio Maida, storico presidente del Gfmt, (Gruppo folcloristico musico teatrale), prematuramente scomparso   alcuni mesi fa. Un ricordo tratteggiato con la proiezione di un trailer del cortometraggio “Come la pioggia”, ideato dalla giornalista Vittoria Camobreco che ne ha firmato anche la sceneggiatura, avente come protagonista, qualche anno fa, proprio Ciccio Maida. Sul palcoscenico la sua famiglia, per ricevere dalle mani dell’attuale presidente Pino Tropea, una pergamena nelle quali il Gruppo   folcloristico musico teatrale ne ha evidenziato  le doti umane e artistiche.   Al via lo spettacolo  dedicato, con la regia di Salvatore Russo, a ripercorrere con la memoria la storia, le vicissitudini di uomini e di territori  legati alla ferrovia Soverato Chiaravalle,  in servizio dal 1923 al 1969, a partire dalla scenografia con la riproduzione  della facciata della stazione di Chiaravalle e di diverse immagini dell’epoca, custodite amorevolmente dal fotografo Nicola Gullì.   Ricordi di arrivi e partenze, della gente che viveva in questi luoghi e intrecciava la propria  quotidianità con un trenino, che all’inizio solo sbuffante,  dalla marina lambiva i centri abitati di Soverato e Chiaravalle e risaliva verso la frescura delle Preserre.  Un trenino che nelle intenzioni originarie avrebbe dovuto congiungere lo Ionio e il Tirreno, ma così non fu. Un trenino che rappresentò comunque una rivoluzione per le popolazioni del territorio dell’epoca, un bacino di circa 40 mila abitanti, che in esso ravvisarono un grande balzo in avanti in termini di progresso, una spinta  per lo sviluppo agricolo e commerciale, ma anche sociale. In scena un racconto corale, attraverso:  i cenni storici curati dalla giornalista Maria Patrizia Sanzo che ha condotto la serata, l’arrivo in palcoscenico, introdotto dal rumore e dal fischio di un treno, dei tanti personaggi, immersi nella loro quotidianità (le comari, i bambini, il ciabattino, un barone, gli avventori di un’osteria, l’emigrante,  lo zio d’America), un altro cortometraggio dal profilo più documentaristico curato dalla stessa giornalista Vittoria Camobreco, con la collaborazione dello stesso Gruppo folcloristico musico teatrale e diverse poesie interpretate dagli attori, attinte in particolare dagli scritti di Andrea Borrelli e di Roberto Servello, rispettivamente fondatore e componente del Gfmt, e il ricordo volto a chi partiva per terre lontane. Un spettacolo e al contempo un lavoro notevole di  recupero della memoria storica,  che ha richiesto anche un grande impegno dal punto di vista tecnico per gli effetti scenografici. Un altro tassello si aggiunge  al lungo curriculum del Gruppo che da oltre  quaranta anni il  porta in piazza e in teatro il folklore: la realtà contadina e artigiana, gli usi, costumi e le tradizioni locali del comprensorio  delle Preserre. E per il prossimo inverno attende anche una nuova rappresentazione teatrale.                  



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